DALLA PLAÇA CATALUNYA (2), Raffaele Pinto

La giornata di ieri (giovedì) è stata interamente dedicata a discutere la questione della partita di Champions che domani (sabato) il Barça gioca con il Manchester. La polizia potrebbe usare questa scusa (cioè il timore degli incidenti che  i “boixos nois” -l’ala più inquieta della tifoseria del Barça- a volte provocano dopo le vittorie della squadra) per occupare la piazza e le vie adiacenti.

I timori si sono materializzati stamattina, quando la polizia è entrata nel centro della piazza cacciando via gli accampati, e lasciando entrare i furgoni della nettezza urbana che hanno portato via bancarelle e tende. Gli indignados (molte centinaia) si sono però riaggruppati sulla circonferenza della piazza , muso a muso con i poliziotti, gridando i loro slogan (p. es.: El pueblo unido jamás será vencido) ed ogni tanto cercando di rompere il cordone per raggiungere il centro, con inseguimenti e manganellate, proiettili di gomma e varie diecine di ferite.

Da Puerta del Sol (Madrid) convocata manifestazione per questo pomeriggio in solidarietà con Barcellona. Lì temono di venire sloggiati per motivi di igiene (gli argomenti che usa la destra per esigere dal governo l’intervento della polizia).

A Barcellona lo sfondamento definitivo c’è stato pochi minuti fa (h. 13), quando il centro della piazza è stato rioccupato dai dimostranti, e gli scontri si verificano ora attorno alla piazza: furgoni e sirene, la polizia che carica e bastona, mani e volti insanguinati. Comportamento disuguale, e un po’ isterico, delle reti televisive.

Sembra che ora (13,30) la polizia si ritiri, forse perché un altro gruppo di manifestanti ha taglito la via Diagonal, dall’altra parte della città. Qui la piazza è di nuovo occupata completamente dai manifestanti, che rimontano le loro tende.

Oggi la piazza vince. Ma sulla città aleggia una domanda: cosa succederà domani sera, quando Viktor Kassai fischierà la fine della partita?